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Ho letto qualche giorno fa un post su Fecebook in cui si annunciava l’entrata in esercizio del nuovo impianto di riscaldamento nella Scuola Media di Decollatura. La notizia è certamente da accogliere positivamente perchè «cosa fatta capo ha», ma siccome, in un modo o nell’altro, si è colta l’occasione per esprimere un plauso all’«ex amministrazione» che ha precisamente voluto questo tipo di intervento, mi corre l’obbligo, come «ex minoranza», intervenire per chiarire alcuni aspetti della vicenda ed esprimere la nostra opinione.

Quando si era appreso che con il D.L. 30 aprile 2019 n. 34 il governo metteva a disposizione dei comuni dei fondi per l’adozione di misure per l’efficientamento energetico, ricordo nel corso di una seduta consiliare di aver rivolto una domanda a un consigliere di maggioranza se non fosse il caso di attivare un confronto  tra maggioranza e minoranza per individuare il tipo di intervento portatore di maggiori vantaggi per i cittadini. L’idea del mio Gruppo di Più Decollatura era quella di puntare a un intervento basato su un impianto fotovoltaico per alimentare le pompe del depuratore comunale. Il consigliere di maggioranza di cui sopra chiuse il discorso dicendomi che la scelta era stata già fatta. L’intervento della Scuola Media, disse, era un’opportunità migliore perchè consentiva di abbinare un altro bonus, quello del Conto termico 2.0, con quello dell’efficientamento energetico giungendo così a raddoppiare l’importo fianziabile, fino a 110mila euro. Giustissimo, ottimo ragionamento se non fosse che un’amministrazione comunale non deve solo ragionare come fa uno studio tecnico che suggerisce le migliori strategie per scalare la graduatoria dei finanziamenti, a prescindere se poi la “cosa” finanziata” produca un “utile” per la collettività. Qui non si tratta di classificarsi come miglior ideatore di progetti finanziati, o come “procacciatori” del massimo contributo, ma di realizzare progetti con la migliore ricaduta sui contribuenti in termini di risparmio sulle tariffe e/o comunque del miglioramento dei servizi, anche a parità di spesa. Da sottolineare che noi da tempo avevamo attenzionato l’impianto fotovoltaico della Scuola Media come si può leggere in questo post di due anni fa (LINK) di cui qui inserisco un estratto:

estratto del post

Poiché alle nostre richieste verbali di informazioni sullo stato dell’impianto non c’era stata alcuna risposta, ho successivamente presentato una istanza scritta per ottenere i documenti che permettessero di ragionare con i numeri:

richiesta documentazione

L’attesa dei documenti si rivelò vana perché non solo non sono stati mai rilasciati ma non abbiamo avuto nemmeno la risposta negativa sul punto 2 che svelasse l’amara verità che sospettavamo e cioè che il Comune dall’Enel non riceveva nessun rimborso perché la pratica non era stata completata. Il bellissimo indicatore posto sulla vetrata della Scuola Media che indicava la produzione di energia e che per anni abbiamo ritenuto portasse introiti era solo un bluff. Era evidente che la nostra richiesta non intendeva stigmatizzare inadempienze dell’amministrazione del 2018 perché nessun ruolo aveva svolto in quell’impianto, ma serviva per fare chiarezza sul suo stato e avviare una discussione per trovare una soluzione per metterlo in produzione. Tutto questo avveniva prima dell’esistenza del finanziamento dei 50mila euro per l′efficientamento energetico, tanto è vero che noi pensavamo alla messa in esercizio dell’impianto della Scuola Media per scambiare in POSTO DIVERSO l’energia prodotta utilizzandola per il depuratore, mantenendo il riscaldamento a termosifoni e gas per la scuola. Con l’opportunità offerta dal D.L. 34, le cose sono cambiate, per cui si poteva optare per un impianto fotovoltaico completamente nuovo per alimentare il depuratore e convertire quello esistente nella Scuola Media a servizio della stessa scuola o a scambio con il Municipio.

Quello che segue è uno schema in cui si mettono a confronto le due opzioni per come deve vederle un amministratore della cosa pubblica. Gli elementi scelti non attengono (solo) alla sfera tecnica ma alla necessità di assicurare in qualsiasi condizione meteorologica un servizio primario come quello del riscaldamento dell’edificio scolastico e, soprattutto, pensare alla sua agevole gestione da parte di un Ente con poco personale e senza dipendenti con qualifiche tecniche adeguate.
Confrontiamo le due opzioni:

  1. Riscaldamento per la Scuola Media:
    • Funziona gratis solo nelle giornate soleggiate, nelle altre deve attingere obbligatoriamente alla rete Enel
    • Il risparmio partirebbe comunque solo a lezioni già iniziate
    • Fornisce il massimo di energia nei mesi di aprile-maggio-giugno-luglio-agosto-settembre quando le scuole sono chiuse oppure non necessitano di riscaldamento
    • Nel comune di Decollatura, zona climatica E, l’uso del riscaldamento è ammesso solo dal 15 ottobre al 15 aprile, cioè proprio il periodo in cui c’è il minimo di produzione di energia solare
    • Durante il periodo di chiusura delle scuole, di divieto di accensione del riscaldamento, durante le domeniche, vacanze di Natale e Pasqua, i ponti (non voglio nemmeno pensare al ripetersi del ricorso alla DAD), la potenzialità energetica del fotovoltaico andrà pressoché sprecata
    • Da valutare la problematica della rumorosità degli impianti di ventilazione nonchè il controllo dell’umidità, del sollevamento e della circolazione delle poveri e allergie, ecc. sui quali, pur in presenza degli appositi filtri, non mi voglio esprimere ma so che sarà un aspetto di un certo rilievo 
    • Risparmio “stimato”: 11.000 euro/anno; questo è forse l’elemento che lascia più perplessi. Per la sua valutazione si è fatto il conto del costo attuale (tra gas, illuminazione, manutenzione)  e quello futuro ponendo uguale a ZERO quest’ultimo (niente manutenzione, niente guasti, nessun acquisto di corrente, ecc.). Poichè in futuro ci si riscalderà con 0 euro, dico ZERO, si afferma che sparirà ogni spesa e si risparmierà l’intera cifra spesa attualmente.

  2. Impianto fotovoltaico per alimentare il depuratore
    • Necessità di alimentare le pompe tutto l’anno, 12 mesi su 12, 7 giorni su 7 con benefici certi per ogni ora in cui splende il sole
    • Maggiore produzione nei mesi primaverili/estivi, proprio in concomitanza del periodo in cui per l’aumentato numero di abitanti (utilizzo delle seconde case, maggior flusso turistico, rientro degli emigrati) aumenta il volume delle acque da trattare
    • Maggiore semplicità dell’impianto e quindi probabile minore obsolescenza dello stesso, con possibilità quindi di destinare quote rilevanti del finanziamento al sistema di accumulo (se fattibile) da utilizzare nei giorni senza sole.
    • Possibilità di aggiungere all’impianto fotovoltaico altre innovazioni in grado di rendere ancora più efficiente l’ossidazione dei reflui come hanno fatto tutti i comuni vicini e non
    • Ricaduta immediata del risparmio sulla bolletta degli utenti, compresi gli utili eventualmente derivati dalla vendita del surplus di corrente (se fattibile) con cui si potrebbero coprire le ulteriori spese del servizio depurazione;
    • Risparmio stimato: almeno 30.000/50.000 euro/anno ma forse anche di più. Purtroppo, come ricordato sopra, non ci sono state esibite le bollette Enel per fare un confronto esatto, ma ritengo ammontino a circa 60.000/80.000 euro/anno.

L’obiezione, che mi pare già di sentire, è che con il sistema dello scambio SUL POSTO di energia con il GSE la corrente non utilizzata sarà venduta e quindi produrrà un guadagno. Bella idea! Mentre la domenica vendiamo l’energia prodotta nella Scuola Media al GSE (sempre che l’impianto sia stato spento e non stia ugualmente consumando …) , al depuratore la compriamo a prezzo salato. Tutti sanno che il miglior modo per trarre beneficio dal fotovoltaico è quello di consumare la corrente prodotta e non di venderla per riacquistarla. Alla fine dell’anno, il bilancio tra l’acquisto dell’energia per far funzionare il riscaldamento e la vendita concentrata nella stagione estiva non credo possa essere molto favorevole, se non addirittura sfavorevole.  Comunque, con questo schema, credo che chiunque possa farsi un’idea dei pro e dei contro di ciascuna delle due opzioni. Questa è l’analisi che io avevo in mente di affrontare insieme alla maggioranza di allora per arrivare a capire quale fosse la scelta migliore.

A me piace il confronto, per cui sarei stato contento di sentire le ragioni di questa scelta e, magari, convincermi della sua bontà. Perché no? Purtroppo così non è stato. Per il resto mi auguro davvero che l’impianto installato funzioni bene per la comunità scolastica e ne sortisca un risparmio per le casse comunali. Naturalmente, anche come privato cittadino, chiederò fra un anno gli stessi documenti che ho chiesto nel 2019, aggiungendovi anche quelli delle spese di manutenzione per vedere come sono andate le cose.

Alla fine, con l’esperienza amministrativa conclusa da qualche mese, questi discorsi servono a poco se non a fare memoria e ricordare come sono andate le cose. In futuro però spero che si scelga il dialogo e il confronto tra le varie componenti del nuovo Consiglio, perché tutti devono essere ascoltati e nessuno si deve lasciare prendere troppo la mano, allora dal “comandare” e ora che siamo in un momento di “riflessione”, dal promulgare giudizi grevi su questo o quell’altro ipotetico candidato, confermando un pessimo stile che ci eravamo illusi fosse stato messo da parte.      

P.S. Questo intervento non mette in discussione la bontà tecnica del progetto (di cui non conosco i dettagli) né la qualità dell’esecuzione che non ho motivo di ritenere essere stati meno che eccellenti, anche perché progettisti e installatori avrebbero certamente utilizzato la stessa professionalità nell’altro progetto per cui, ripeto, nulla quaestio  su questo fronte.

P.P.S. Spero non risponda al vero l’altra idea di cui ho avuto sentore e cioè che l’impianto dei termosifoni attuale sarà completamente abolito e la caldaia sarà staccata per essere utilizzata in un altro edificio scolastico. Andrà così a male il glorioso impianto di riscaldamento che ha resistito per 55 anni, funzionando ininterrottamente dall’a.s.1966/67 quando, a edificio appena ultimato, vi entrai come studente dalla Prima media. Non solo, ma così facendo sarà impossibile utilizzare un sistema di riscaldamento di emergenza alternativo in caso di guasto al sistema principale.


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