Nuove evidenze di arte rupestre in Calabria

L’articolo è stato pubblicato nel volume «L’arte rupestre nella penisola e nelle isole italiane: rapporti tra rocce incise e dipinte, simboli, aree montane e viabilità» a cura di Francesco M. P.  Carrera, Renata Grifoni Cremonesi, Anna Maria Tosatti, pp. 256-270.

Gli autori del contributo importantissimo allo studio delle pietre coppellate in Calabria sono Davide Servidio*, Dario Sigari** e Felice Larocca*** .

* Università di Pisa, Dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere; C.R.S. “Enzo dei Medici”
** Università degli Studi di Ferrara, Dipartimento di Studi Umanistici
*** Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”; C.R.S. “Enzo dei Medici”

Gli autori propongono uno studio di alcuni tra i più importanti siti calabresi di arte rupestre tra i quali quello di Santa Filomena a Decollatura, già pubblicato da Sigari in un altro articolo.

L’intero volume può essere scaricato dal sito della casa editrice da questo LINK

INDICE DEL VOLUME:

IFRAO 2018 – SESSION 2H: ROCK ART IN THE ITALIAN PENINSULA AND ISLANDS: ISSUES ABOUT THE RELATION BETWEEN ENGRAVED AND PAINTED ROCKS, SYMBOLS, MOUNTAIN AREAS AND PATHS ;

R. Grifoni Cremonesi. Siti rupestri con manifestazioni artistiche dipinte e incise lungo la dorsale degli Appennini in Italia: paesaggio e viabilita, uso del territorio, simboli ricorrenti ;

N. Pedergnana, F. Cavulli. La via segnata: Pianaura e le incisioni rupestri nel paesaggio del Monte Stivo (TN) ;

F.M.P. Carrera, A.M. Tosatti. La media valle del Magra, paesaggi montani preistorici tra culto, commercio e controllo del territorio: un’interpretazione topografica alla luce delle nuove scoperte ;

A.M. Tosatti. Incisioni rupestri nel territorio delle Alpi Apuane tra Massa e Lucca ;

F.M.P. Carrera, S. Tonarelli, A.M. Tosatti. Petroglifi protostorici nella valle del Frigido (MS): posizione, controllo e uso del territorio ;

T. Di Fraia. Le raffigurazioni incise e dipinte della Parete Manzi di Montelapiano (Abruzzo) e possibili collegamenti con mobilita e transumanza ;

C. Ciabarra, T. Di Fraia, G. Furiassi, G. Palmerini, A. Vianello. La Pietra delle Croci di Lettopalena (Chieti, Abruzzo): primi rilievi e prime indagini ;

A. Gravina. L’arte Rupestre Nel Gargano. Considerazioni ;

A. Gravina. Alcuni stilemi dell’arte rupestre preistorica del Gargano. Proposte di interpretazione ;

D. Servidio, D. Sigari, F. Larocca. Nuove evidenze di arte rupestre in Calabria ;

A. Filippi, A. Gallina, R. Giglio, G. Mannino. L’arte rupestre nel territorio di Trapani (Sicilia). Le incisioni lineari: analisi dei siti e loro relazioni con il territorio ;

A. Orlando, G. Biondi, P. Romano, E. Messina. Arte e siti rupestri nel Val Demone (Sicilia Nord-Orientale): il Riparo Cassataro, la Pietraperciata, la Rocca Pizzicata, la Rocca San Marco, l’Altipiano dell’Argimusco ed il Riparo della Sperlinga ;

R. Cicilloni, M. Cabras, C. Mannu, E. Atzeni. La grotta del “Bagno Penale” a Cagliari (Sardegna, Italia): arte preistorica e paesaggio ;

F.M.P. Carrera, A. Depalmas, L. Doro, S. Massetti. Incisioni rupestri pre-protostoriche della Sardegna. Una ricercar in corso ;

F. Lorenzi, A. Nonza-Micaelli, A. Colonna. L’art rupestre de la Corse ;

ADDENDA ;

R. Grifoni Cremonesi. Les animaux dans le rituel et dans l’art pendant la prehistoire italienne ;

C. Metta. Le decorazioni vascolari geometriche e figurative dell’abitato del Bronzo Finale di Sorgenti della Nova: analisi stilistica e diffusione ;

M. Foti. Le modalita di sfruttamento del territorio in Lunigiana in eta pre-protostorica: analisi spaziali preliminari e considerazioni alla luce delle ultime ricerche


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Decollatura – località Muraglie (CZ): primi risultati delle campagne di scavo 2013-2014

Le due archeologhe presentano i risultati di due campagne di scavo svolte in località Muraglia di Decollatura, nei pressi della chiesa di San Bernardo. L’articolo fa parte di «Rogerius bollettino dell’Istituto della biblioteca calabrese», Soriano Calabro, 2016, pp. 95-105.


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1a carta archeologica del territorio di Decollatura. Indagine preliminare di archeologia di superficie.

2012

Le ricognizioni svolte nel territorio hanno rivelato con documenti archeologici non numerosi, ma particolarmente significativi, che la conca di Decollatura è interessata da testimonianze che vanno dall’età greca a quella brettia e a quella romana e, via via, fino all’alto medioevo.”


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Ginevra Gaglianese, Giuseppe Musolino, Paola Vivacqua, 1a carta archeologica del territorio di Decollatura, Soveria Mannelli, CittàCalabriaEdizioni, 2012, € 4,90.

Lo scorso mese di giugno 2012 è stato pubblicato da CittàCalabriaEdizioni del gruppo Rubbettino di Soveria Mannelli il volume intitolato «1a carta archeologica del territorio di Decollatura. Indagine preliminare di archeologia di superficie». Gli autori sono Ginevra Gaglianese, Giuseppe Musolino, Paola Vivacqua.

 

1a Carta archeologica del territorio di Decollatura

1a Carta archeologica del territorio di Decollatura

Dalla quarta di copertina:

• Ginevra Gaglianese •

Storica e archeologa freelance, collabora dal 2004 con la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Calabria. Tra i suoi lavori più significativi si ricordano le prime ricerche archeologiche nel Convento Domenicano di Soriano Calabro e lo scavo urbano di P.zza Luigi Razza in Vibo Valentia.

• Giuseppe Musolino •

Fisico. Insegna matematica e fisica nel Liceo Scientifico di Decollatura. E’ da sempre impegnato nello studio e promozione della cultura del territorio di Decollatura

• Paola Vivacqua •

Archeologa. Ha conseguito il titolo di dottorato nel 2011 presso l’Università degli Studi di Siena. Collabora dal 2006 con la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Calabria. Ha partecipato a missioni archeologiche in Italia e in Grecia, in collaborazione con l’Università degli Studi di Siena. Si interessa di ceramica romana e tardo antica, in particolare di anfore.

Il volume, con illustrazioni, carta del territorio e la prefazione del dott. Roberto Spadea, funzionario archeologo della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Calabria, presenta i primi risultati di un’indagine di superficie condotta nel territorio decollaturese in molti anni di ipotesi, sopralluoghi, fotografie, studio delle fonti, e così via.

Tutto iniziò nel settembre del 1982 quando, in località Muraglie di Decollatura, il ritrovamento occasionale di una tomba da parte di un contadino intento all’aratura di un suo terreno, produsse interesse per la ricerca archeologica nel nostro territorio.
La Soprintendenza, chiamata a esaminare i pochi resti osservabili nel luogo del ritrovamento, concluse che si poteva trattare al massimo di una sepoltura medievale e quindi poco significativa. Fu disposto l’interramento del sito dopo averlo ricoperto con una guaina bituminosa.

Io in quell’occasione non mi trovavo a Decollatura poichè da poco tempo mi ero trasferito a Milano. Tuttavia venni a conoscenza dell’evento e successivamente visionai alcune fotografie riprese sul luogo del ritrovamento. Raccontarono che vennero ritrovati insieme a pietre e frammenti di ossa anche alcuni cocci, un campanellino di ferro arrugginito, pezzi di calce, e poco altro. In ogni caso il parere della Soprintendenza non lasciava speranze di sviluppi ulteriori. Si trattò per quelli di noi che aspettavano di sapere finalmente la verità sulle origini e sulla storia del territorio di una delusione, di un’occasione mancata, della consapevolezza che si sarebbe dovuto aspettare chissà quanto per avere qualche novità di rilievo, posto che il sito notoriamente più interessante, Muraglie, non aveva svelato niente di interessante.
Il materiale fu raccolto in una scatola per scarpe e portata nella biblioteca comunale che allora aveva sede nell’ex scuola elementare in Piazza della Vittoria. Lì rimase nell’oblio per oltre 15 anni.
Nell’estate del 1998, all’epoca della mia attività di amministratore comunale, progettai e realizzai l’istituzione di un museo comunale che avesse lo scopo di raccogliere e valorizzare il patrimonio culturale del territorio. Oltre a tanti oggetti della civiltà contadina, pensai che quella fosse la sede giusta per ospitare il contenuto di quella scatola che da tanti anni riposava indisturbata nella biblioteca di S. Bernardo. Il trasferimento dei reperti non avvenne senza qualche “resistenza” ma alla fine si realizzò e per un paio d’anni poterono essere osservati in un armadio a vetrina posto nell’atrio, come si vede in questa immagine inserita nella pubblicazione “Decollatura” edita dalla Comunità Montana dei Monti Reventino, Tiriolo e Mancuso nel 2001:

I "cocci" nella vetrina del Museo della Nostra Terra nel 2001

I "cocci" nella vetrina del Museo della Nostra Terra nel 2001

L’interesse sui resti veniva dal fatto di essere stati trovati in una zona da sempre sotto l’attenzione degli studiosi per avere quel nome così particolare (Muraglie, ma di che cosa? forse di ossa? o di che altro?) e essere stata individuata da più fonti come luogo dell’epica battaglia tra Pirro e i Mamertini del 275 a. C. Ma la questione è stata sempre controversa, avendo raccolto forse tante opinioni a favore quante contrarie da parte degli studiosi che si sono occupati della materia.
La svolta si ebbe poco tempo dopo, intorno al 1999, quando Ginevra Gaglianese che già studiava archeologia, venendo a visitare il museo, vide quella vetrinetta e quei pochi resti in ordine sparso. Sul momento non diede loro molta importanza anche perchè per lo più erano visibilmente di origine recente. Il campanellino su cui tanto si era fantasticato era un sonaglio per animali caduto in quel luogo in epoca recente, così come la sbarretta di ferro era forse la gamba di un treppiede da focolare buttato lì come rifiuto. Ma poco tempo dopo tornò con i pennelli per lavare sotto l’acqua corrente alcuni specifici cocci che avevano attirato la sua attenzione.
Ebbene, dopo essere stati semplicemente lavati con acqua si poteva facilmente notare che erano frammenti di un oggetto di fattura molto particolare, diversi da tutti gli altri.

Ma anche allora i tempi non erano maturi per fare il salto, anche perchè, malauguratamente, venne tolta la possibilità di studiare i fatidici cocci, stante la chiusura del museo intervenuta dopo poco tempo.
Nel frattempo io, Ginevra, le sue colleghe archeologhe, Antonio Pulerà, Claudio Marasco e, occasionalmente, altre persone, continuavamo a esplorare il territorio.

Facendo un salto di molti, troppi, anni, arriviamo a 2011 quando, in seguito al rinnovamento degli organi amministrativi comunali intervenuto per libere elezioni, si dispone la riapertura del museo civico che conservava ancora il nome di Museo della Nostra Terra.
A questo punto, ritrovati i cocci, è stato possibile farli esaminare agli specialisti di ceramiche che hanno confermato il valore archeologico della brocchetta ben riconoscibile anche nella foto precedente (quella parzialmente ricostruita e dall’impasto più chiaro).

Infine, la pubblicazione del volumetto oggetto del presente articolo, che riassume i risultati raggiunti e indica quanto ancora resta da fare.

COPYRIGHT © 2012 GIUSEPPE MUSOLINO


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