La serata per Dalida a Serrastretta – 5 agosto 2017

Meravigliosa manifestazione quella organizzata per ricordare Dalida a 30 anni dalla scomparsa nell’Anfiteatro di Serrastretta (CZ) a lei intitolato. Tutto merito dell’Associazione «Dalida» guidata dall’impareggiabile Franco Fazio e dell’Amministrazione Comunale guidata dal Sindaco Felice Maria Molinaro, i quali grazie al sostegno della Regione Calabria per il tramite del suo Presidente Mario Oliverio, hanno dato a noi ammiratori dell’artista numero uno per classe, bellezza e doti interpretative, l’opportunità di assistere a uno spettacolo di grande qualità. Tuttavia troppo presto si sono spente le luci sull’evento e poco o niente ne rimane: un ottimo articolo sulla Gazzetta del Sud di Santino Pascuzzi e qualche foto sparsa sui profili degli iscritti a Facebook. Troppo poco rispetto al lavoro per allestire un evento di questo genere e alle spese, a maggior ragione se sostenute da un ente pubblico. Troppo in fretta le notizie e le immagini dell’evento sono passate in fondo alle pagine dei siti e dei profili social.

Questo articolo è il mio  contributo personale per la valorizzazione della manifestazione e, soprattutto, per ricordare Dalida.

Locandina

Gazzetta del Sud 8 agosto 2017

Gazzetta del Sud 8 agosto 2017

«Avec le temps» è il titolo scelto per l’evento. Ma le parole giuste che dovrebbero seguire non sono quelle originali di Leo Ferré che parlano dell’oblio prodotto dal tempo bensì il contrario, perchè oggi più che mai il mito di Dalida è sentito ed è forte, in Calabria, in Francia, in tutto il mondo. Sul palco, a presentare, condurre e interpretare i brani della cantante sono stati presenti Francesco Occhiuzzi, CristianoCristian” (secondo… il Presidente) Malgioglio, Maria Letizia Gorga, Carol Lauro e Silvia Mezzanotte che ha concluso lo spettacolo col suo concerto.

Malgioglio e Occhiuzzi

Cristiano Malgioglio e Francesco Occhiuzzi

 

Cristiano Malgioglio al Palahotel Vallenoce di Decollatura

Cristiano Malgioglio al Palahotel Vallenoce di Decollatura

 

Malgioglio si diverte con gli zampilli del Vallenoce

Malgioglio si diverte con gli zampilli del Vallenoce (finale con la voce del Direttore)

Il Presidente Oliverio e il presentatore Occhiuzzi

Il Presidente Gerardo Mario Oliverio e il presentatore Francesco Occhiuzzi

Thierry Savona e Occhiuzzi

Thierry Savona e Francesco Occhiuzzi

Sindaco Molinaro e Occhiuzzi

Il Sindaco di Serrastretta Felice M. Molinaro e Francesco Occhiuzzi

Quelli di noi che hanno più anni sulle spalle, non possono non ricordare la Dalida popolare e i suoi dischi a 45 giri che si compravano anche dal venditore di dischi che le domeniche faceva la sua comparsa al mercato di Decollatura, oppure a Catanzaro quando si aveva l’occasione di andare all’Upim o ancora a quel negozio di dischi su Corso Mazzini di cui non ricordo il nome. Per ascoltarli, prima ancora dell’arrivo del mangiadischi utilizzato per lo più per i 45 giri dei Beatles o dei gruppi beat, si utilizzavano quei micidiali giradischi montati sopra il mobile delle radio a valvole  Geloso o Minerva, oppure, qualche anno dopo, con i giradischi a batteria del leggendario Tony Boemi.

 

Dalida: "L'ultimo valzer" (1967) (collezione G. Musolino)

Fu in quei meravigliosi anni ’60 che l’intera Calabria, anche senza sapere del mito che già era in Francia e in tutto il mondo, aveva adottato Dalida come simbolo identitario. La stessa artista aveva sempre esposto fieramente le sue origini come fece nel memorabile incontro con Johnny Dorelli nel 1966:

Le sue interpretazioni, il suo stare in scena erano senza pari. Scorrendo le migliaia di pagine che la rete dedica a Dalida, le parole ricorrenti nei commenti sono: classe, signorilità, eleganza, charme, fascino. Guardate questo video della Televisione svizzera del 1975 con una delle più belle interpretazioni della cantante:

Dalida (nome d’arte di Iolanda Cristina Gigliotti) era nata nel quartiere popolare di Choubrah di Città del Cairo in Egitto il 17 gennaio 1933 da una famiglia originaria di Serrastretta. Il padre Pietro (1904-1945) aveva studiato musica ed era diventato primo violino nell’Orchestra dell’Opera del Cairo. La madre Giuseppina Rose (1908-1971) di origini pugliesi, prima di occuparsi a tempo pieno dei tre figli (Orlando, Iolanda e Bruno), aveva fatto diversi lavori tra cui, sembra, anche come governante presso il primo ministro egiziano Nahas Pacha. Ma a dare inizio all’avventura egiziana della famiglia era stato il nonno Giuseppe Gigliotti, nato a Serrastretta. Poco sappiamo del percorso che portò la famiglia a spostarsi dalla Calabria in Egitto, tanto è vero che spesso si è sentito parlare di un legame con la disponibilità di lavoro per la costruzione del Canale di Suez. Questa motivazione è priva di fondamento, come mi ha ribadito il segretario dell’Associazione Dalida Angelo Aiello durante la visita alla casa-museo intitolata alla cantante nel centro storico di Serrastretta: i lavori del canale erano terminati con l’inaugurazione avvenuta nel 1869, epoca troppo lontana anche per pensare a un legame con il nonno Giuseppe che era un sarto e lascerà la Calabria solo sul finire del secolo!
Pietro Gigliotti, padre di Dalida, col suo violino

Pietro Gigliotti, padre di Dalida, col suo violino

 

La madre di Dalida

La madre di Dalida

Dalida a 3-4 anni sulla terrazza della casa natale del Cairo

Dalida a 3-4 anni sulla terrazza della casa natale del Cairo

Qualche legame però potrebbe esserci ugualmente perchè è appurato che a quei lavori avevano partecipato molti operai calabresi e, in particolare, molti provenienti proprio da Serrastretta. Nella seconda metà dell’Ottocento l’emigrazione verso Il Cairo o Alessandria d’Egitto offriva ottime prospettive e non solo agli uomini ma anche alle donne, specialmente per la richiesta di balie sempre in aumento. La crescita economica delle città egiziane e l’arrivo di signore benestanti che trovavano poco attraente dare il proprio latte ai figli, produsse un’impennata nella richiesta di balie che aveva generato un fenomeno sconcertante, denunciato dal barone Filippo Marincola San Floro, segretario della Camera di Commercio di Catanzaro, nella Relazione sulle condizioni economiche della provincia del 1895: donne calabresi di Nicastro, Marcellinara, Tiriolo, Amato e Settingiano lasciavano i loro figli alle balie locali per 10 lire al mese e andavano in Egitto per fare a loro volta le balie a 80 o 100 lire. Le partenze avvenivano settimanalmente dal porto di Pizzo, rendendo l’emigrazione verso l’Egitto un’opportunità da prendere seriamente in considerazione. L’enorme consistenza della comunità italiana (si parla di centinaia di migliaia di persone) offriva inoltre opportunità anche a una sarta e a un musicista quali erano i genitori di Dalida. Le comunità straniere stabilmente costituite nel nord Africa ma anche a Istambul, nelle isole greche e nel Medio Oriente costituivano un esempio straordinario di integrazione e di collaborazione tra popoli. Dediti al commercio, all’artigianato e a tutte le attività che richiedevano conoscenza delle lingue, possibilità di rapportarsi agevolmente alle capitali europee per rendere possibili gli interscambi, queste migliaia di persone costituivano il popolo dei cosiddetti levantini. Perfettamente integrati nel luogo di residenza, sebbene  italiani di nazionalità, cultura e lingua, frequentavano le scuole cattoliche (come fece Dalida) ma amavano anche la lingua e la cultura del paese di residenza.
La giovane Iolanda Gigliotti apparteneva quindi a una fascia sociale che possiamo definire della piccola borghesia, piuttosto evoluta economicamente e culturalmente, per cui non sorprende la sua partecipazione a due concorsi di bellezza, pur con qualche resistenza da parte della famiglia. Il primo è quello di Miss Ondine del 1951 e il secondo è quello ben più importante di Miss Egitto del 1954. Dopo aver seguito gli studi presso la Scuola Tecnica Commerciale Maria Ausiliatrice (scuola cattolica italiana), ottenne un lavoro come segretaria. Presto passò a lavorare presso l’affermata casa di moda Donna di Erina De Walden dove muove i primi passi come modella, ma anche questo lavoro le stava stretto.
Dalida "Miss Ondine" 1951

Dalida "Miss Ondine" 1951

Dalida "Miss Egitto" 1954

Dalida "Miss Egitto" 1954

Inizia il suo avvicinamento al mondo della spettacolo che avrà il momento decisivo col trasferimento in Francia nel giorno di Natale del 1954. Qui diventa attrice e una delle dive della canzone più celebrate di sempre. Dalida però non dimenticò mai le sue origini e tornò in visita sia nel quartiere di Choubrah sia a Serrastretta.

 

Dalida a Choubra nel 1976

Dalida a Choubrah nel 1976

Dalida visita la sua casa natale a Choubra (Cairo) nel 1976

Dalida visita la sua casa natale a Choubrah (Cairo) nel 1976

 

Nel 1962 Dalida era in Italia per una serie di concerti e il 5 aprile fu a Serrastretta per visitare il paese d’origine della sua famiglia. Fu accolta trionfalmente, “come un capo di stato” si disse, ma forse anche di più, a giudicare da come la gente la seguiva in processione e aveva ornato i balconi. Ecco due fotografie e il filmato della storica visita che è stato proiettato a Serrastretta durante la manifestazione del 5 agosto:

 

Dalida sul balcone a Serrastretta
Dalida sul balcone a Serrastretta
Dalida  nella casa dei parenti a Serrastretta

Dalida nella casa dei parenti a Serrastretta

 

Dalle parole del Presidente Oliverio, dal Sindaco di Serrastretta e da tutti gli interventi che abbiamo ascoltato durante la manifestazione, ci attendiamo altre manifestazioni legate a Dalida, non solo per ricordarne la scomparsa ma per conoscerla meglio e valorizzarla.
Dalida è troppo grande per un solo paese, anche se sostenuto da importanti istituzioni. Dalida è di tutti noi perchè Dalida è patrimonio dell’Umanità!
Giuseppe Musolino


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